Nei primi tre mesi di vita, è possibile che il neonato soffra di coliche gassose. Le cause non sono ancora del tutto note: si ipotizza che possano essere determinate da un’intolleranza alle proteine del latte vaccino, da un’alterata motilità intestinale, da un’alterata flora intestinale e da motivi psico-relazionali, legati alla sensibilità e al temperamento del bebè e ad un’alterata interazione genitore-figlio. In tutti i casi le coliche, che iniziano verso la quinta settimana di vita, tendono a cessare dopo i primi tre mesi di età.

Per riconoscere questo disturbo, ci si può affidare alla “regola del 3”, proposta negli anni ‘50 dal pediatra americano Morris Wessel e tuttora valida: un pianto causato da colica dura almeno tre ore al giorno, per tre giorni alla settimana, per almeno tre settimane, in un neonato sano in assenza di altri sintomi. Oltre al pianto, il neonato è irrequieto, diventa rosso in viso, stringe i pugni e flette le gambe sull’addome.

I rimedi contro le coliche del neonato sono vari e, spesso, bisogna procedere per tentativi, individuando quello che calma il piccolo. Sicuramente, è fondamentale: cercare di trasmettere calma, fiducia e tranquillità pensando che è un disturbo transitorio e lentamente da solo passerà; ridurre le stimolazioni sonore, tattili e di movimento che potrebbero sovra-eccitare il piccolo e aumentare il disturbo; cullare dolcemente il neonato e soprattutto fargli sentire il proprio abbraccio come un conforto, senza lasciarlo piangere inconsolato nella sua culla; demandare a una persona di fiducia la gestione del neonato per cercare di riposare quando ci si sente stanchi.

È possibile fare un bagnetto caldo rilassante la sera (quando in genere inizia il pianto da “colica”) e provare a massaggiare il pancino e la schiena con movimenti circolari molto delicati. Può essere utile, inoltre, far muovere le gambine del bebè: con movimenti lenti, le si portano prima in alto e a seguire verso il pancino, favorendo l’emissione di aria.

Un possibile trattamento della colica è rappresentato dalla somministrazione di fermenti lattici, previo consulto con il pediatra che vi indicherà i più indicati. Nel caso in cui si sospettasse una intolleranza alle proteine del latte vaccino potrà essere utile effettuare una dieta con un latte privo di tali proteine o fare eseguire alla mamma una dieta ipoallergenica, ma in entrambi i casi è necessario rivolgersi al pediatra che vi consiglierà le modalità e i tempi più corretti. È buona norma comunque prestare attenzione all’alimentazione della mamma nutrice, che dovrebbe evitare cibi e bevande eccitanti, come ad esempio cioccolata e caffè.

Un ultimo suggerimento: cercate di vivere questo momento con serenità. Non solo per il neonato, che deve vivere in un ambiente senza ansie e tensioni, ma anche per voi stessi. Ricordate che le coliche sono episodi passeggeri, che si risolvono spontaneamente.

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