Lo svezzamento è da sempre un momento particolarmente delicato sia per la mamma che per il neonato che si trova ad affrontare un grande cambiamento: quello del passaggio da un’alimentazione fatta esclusivamente di latte ad una mista.

Come iniziare lo svezzamento

Intanto è bene ricordare che lo svezzamento, come sostenuto dalla Sip, la Società italiana di pediatria, si può iniziare a partire dal quarto mese, con un margine di variazione che può arrivare fino al sesto, introducendo le prime pappe e i primi nuovi sapori. Si tratta di un’operazione graduale che varia da neonato a neonato. Alcuni cominciano autonomamente a rifiutare il latte e il seno materno preferendo il biberon, altri invece richiedono il supporto e l’incoraggiamento della mamma.

Il tempo è un altro aspetto fondamentale. Determina il buon esito dell’inizio dello svezzamento. Infatti, iniziare troppo presto il passaggio a cibi diversi dal latte materno può aumentare il rischio di suscitare reazioni allergiche. Se si introduce un alimento troppo presto, prima che l’organismo sia in grado di assimilarlo, si corre il rischio di creare un’eccessiva sensibilizzazione a un particolare ingrediente.

Una volta che deciderete di cominciare lo svezzamento consultate sempre il pediatra: conoscendo il bebè potrà consigliarvi come iniziare e con quali alimenti. Ogni neonato ha caratteristiche diverse, per questo ha bisogno di un’alimentazione studiata e personalizzata.

In linea generale, lo svezzamento dovrebbe prevedere cinque pasti al giorno. Questo non significa che il latte materno o quello artificiale devono essere completamente sostituiti dalle pappe. Il passaggio deve avvenire in maniera graduale, cominciando, in un primo momento, con un solo pasto a base di alimenti diversi dal latte fino ad arrivare a due pappe e due poppate al compimento del primo anno del bambino. In questa fase il latte materno aiuta a prevenire eventuali malattie come diabete e celiachia, dunque è fondamentale continuare a mantenerlo nella dieta del neonato.

La prima pappa, va a sostituire la poppata dell’ora di pranzo ed è solitamente composta da brodo vegetale (preparato con acqua non salata, carota, zucchina e patata), al quale viene aggiunta crema di riso e mais di tapioca da condire con un filo di olio extravergine di olia e del parmigiano reggiano grattugiato.

Dopo i primi giorni potete cominciare ad aggiungere anche un cucchiaio di verdure passate, così da far provare altri sapori delicati al bambino.

Altro alimento che potete inserire fin dall’inizio dello svezzamento è la frutta. Meglio cominciare con la pera omogeneizzata o grattugiata poiché è quella con meno potere allergizzante, per poi passare alla mela.

Se il bambino dovesse rifiutare un alimento, non insistete e non scoraggiatevi, provate a riproporglielo qualche giorno dopo. Da sempre abituato al latte materno, è probabile che il neonato si opponga al cambiamento, cercate quindi di guidare il passaggio con dolcezza, magari associandolo a una situazione di gioia dove entrambi i genitori sono presenti.

Durante la fase di svezzamento è comunque bene ricordare che ogni neonato è diverso dagli altri, dunque è importante riuscire a interpretare i suoi gusti e assecondarlo nella scoperta di nuovi sapori.