Ciuccio sì o ciuccio no? Quando cominciare ad usare il ciuccio? In quali momenti è opportuno darlo al neonato? Queste e altre domande assillano i neo genitori durante le prime fasi di vita del proprio bambino.

La suzione è un meccanismo innato che si sviluppa nel neonato sin da quando si trova nella pancia, preparandolo a nutrirsi al seno della mamma o al biberon. Soprattutto nei primi mesi di vita, il bambino dedica gran parte delle ore di veglia a succhiare, come atto spontaneo che procura sensazioni piacevoli. È una sorta di metodo consolatorio che il neonato mette in atto nel momento in cui si sente solo (quando la mamma è lontana) o avverte qualche sensazione di disagio.

La tecnica di suzione del ciuccio e della mammella sono molto diverse, quindi il neonato potrebbe trovarsi disorientato, non attaccarsi efficacemente al capezzolo e compromettere l’allattamento materno. Quindi è preferibile evitare il suo utilizzo nelle prime settimane di vita; in seguito i neonati allattati al seno non lo accettano perché molto diverso dal seno, ma nel caso in cui lo accettino si può tranquillamente utilizzare.
Può essere più utile il ciuccio a ciliegina (più simile alla forma del capezzolo). Mentre, nel caso di nutrizione con latte artificiale, il neonato non avrà nessun problema, in quanto le modalità di suzione sono praticamente identiche.

Il ciuccio può essere un buon alleato in molte situazioni. Come prima cosa, è dimostrato che il ciuccio previene il rischio di SIDS (morte in culla). Il bambino succhiando non va incontro ad apnee notturne e non riesce a mettersi in posizione prona, che potrebbe ostruire le vie respiratorie.

Inoltre, il ciuccio può essere un ottimo alleato in tutte quelle situazioni in cui il bambino manifesta uno stato di agitazione o si trova in difficoltà, per esempio quando non riesce ad addormentarsi o in caso di coliche gassose.

Il ciuccio deve essere sterilizzato una volta al giorno e può essere lavato sotto acqua corrente in caso cada per terra. Sbagliato pulirlo nella bocca di mamma e papà.

L’importante quando si utilizza il ciuccio è ricordare che non può mai essere un sostituto del rapporto madre-figlio, è opportuno non negarlo quando si intuisce il desiderio da parte del neonato, ma è sbagliato ricorrervi come ‘tappo’ per ogni suo pianto, ma è sempre opportuno cercare di comprendere il motivo del pianto e tentare di porvi rimedio in altro modo.

Verso i 12-15 mesi sarebbe opportuno iniziare a disabituare il bambino all’utilizzo del ciuccio, per le possibili ripercussioni sulla struttura del palato, dei denti e sulla conseguente salute di adenoidi e tonsille e sullo sviluppo del linguaggio.

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