I vaccini obbligatori per i neonati vengono somministrati a partire dal 3° mese di vita, e consentono di prevenire alcune malattie infettive particolarmente rischiose.

Non sempre però è possibile somministrare i vaccini nei tempi prestabiliti, e in alcuni casi è necessario rinviarli. Quando?

In generale, i vaccini dovrebbero essere fatti quando il neonato è nelle migliori condizioni di salute possibili. Quindi, ad esempio, un normale raffreddore non costituisce un problema, si preferisce invece rinviare il vaccino se il bambino ha febbre o disturbi gastrointestinali. Dopo circa una settimana, quando tutto è tornato nella norma, si può somministrare il vaccino in tutta tranquillità.

Un altro motivo per cui potrebbe essere necessario rinviare una vaccinazione è l’assunzione in quegli stessi giorni di alcuni tipi di farmaci. Se il neonato sta facendo una cura particolare è sempre bene chiedere consiglio al proprio pediatra, e se possibile, sarebbe preferibile aspettare che la terapia sia terminata da qualche giorno prima di vaccinare il neonato.

In ogni caso, un rinvio di qualche giorno o settimana rispetto alle date prestabilite non compromette l’efficacia del vaccino: è consigliabile rispettare il calendario vaccinale, ma se ciò non fosse possibile non esistono reali rischi per la salute del neonato.

Per prevenire eventuali ritardi delle vaccinazioni una buona tecnica è quella di giocare d’anticipo: il primo vaccino è ad esempio previsto durante il terzo mese, meglio dunque programmarlo subito, al 61° giorno invece che intorno al 90°. In questo modo, anche se ci fossero imprevisti, un ritardo consentirebbe comunque di restare nel range temporale consigliato.

Inoltre è bene sapere che non tutti i vaccini sono uguali per quanto riguarda i limiti massimi di intervallo temporale tra una dose e l’altra. Ad esempio, per i vaccini anti-difterite e tetano esiste una regola precisa: fra la prima e la seconda dose può esserci un intervallo massimo di 1 anno, mentre tra la seconda e la terza dose l’intervallo massimo si estende a 5 anni.

Per il vaccino anti-epatite B non esiste invece una regolamentazione precisa, ma alcuni studi hanno dimostrato che tra la prima e la seconda dose possono passare anche 3-5 mesi, mentre fra la seconda e la terza può passare anche un anno.

Infine, per quanto riguarda il vaccino anti-poliomielite, non esiste un intervallo massimo certificato: pertanto, se la serie di dosi viene interrotta, non è necessario ricominciare da capo o aggiungere dosi supplementari.

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