L’inserimento all’asilo nido è un momento molto delicato nella vita nel neonato che nei primi mesi di vita vive un rapporto simbiotico con la madre.

La crescita di ogni bambino è segnata da fasi e conquiste, ci sono bisogni psico-fisici da soddisfare e periodi critici di sviluppo da rispettare. È meglio evitare al piccolo la sofferenza di un distacco nei primi sei mesi di vita, periodo in cui il bimbo è legato alla mamma, ne riconosce l’odore e ha bisogno di un contatto fisico costante.

Chiedere a un neonato di inserirsi in una comunità così complessa come l’asilo nido in un età inferiore ai sei mesi può creare smarrimento e sofferenza nel piccolo. Avendone la possibilità, sarebbe meglio che la mamma non si separasse dal bambino in questa fase delicata dello sviluppo.

Crescendo poi il neonato, intorno all’ottavo mese, impara a distinguere i volti familiari da quelli estranei, coglie le differenze tra noto e nuovo. Il prendere coscienza di sé come persona separata dalla madre e dagli altri inizialmente crea un sentimento di disorientamento nel piccolo. Questa nuova consapevolezza rende traumatico l’allontanamento dalla mamma e fa riemergere quella paura di abbandono tipica dei primi giorni di vita, per cui anche in questo periodo è consigliabile evitare un distacco quotidiano prolungato.

Secondo il parere di molti esperti l’età ideale per l’inserimento in asilo nido è dopo l’anno di vita. A partire da questo momento i bambini si adattano più facilmente alle novità, riescono a socializzare meglio e ad apprezzare la vita e i giochi insieme ai coetanei. Il bambino diventa un curioso esploratore, è attratto da ciò che accade fuori ed è mentalmente pronto a staccarsi dalla mamma.

Affinché il bimbo sappia affrontare bene questa separazione tutti gli asilo nido, pubblici e privati, seguono regole ben precise per l’inserimento. In genere per le prime due settimane di asilo nido è richiesta la compresenza della mamma e dell’educatrice. Il genitore accompagna il piccolo in classe per farlo adattare gradualmente al nuovo ambiente, starà con lui qualche ora, per poi diminuire i contatti nei giorni successivi fino a lasciarlo del tutto alle cure dell’educatrice. In questo modo il bambino non vivrà l’asilo nido e la separazione come un abbandono, ma come un fatto naturale e fisiologico.

Le esigenze lavorative delle mamme portano spesso ad anticipare l’ingresso all’asilo nido intorno ai sei mesi di vita del bambino. Ciò non deve essere vissuto come un problema da parte dei genitori. Gli asili nido sono strutture preparate ad accogliere anche bambini di pochi mesi.

L’importante, indipendentemente dall’età in cui si effettua l’inserimento del piccolo, è che i genitori siano sereni e collaborino insieme agli educatori che li accudiranno durante la vostra assenza, per far sentire a proprio agio il bambino in un nuovo ambiente sociale diverso dalla casa.