Quando è giunto il momento di smettere di allattare? Tutte le mamme prima o poi si pongono questo interrogativo. Se si può scegliere, almeno durante i primi mesi di vita del bambino, è consigliato prediligere l’allattamento al seno esclusivo, poiché il latte influisce sullo sviluppo dei batteri intestinali del neonato che aiutano a digerire i cibi, stimolando lo sviluppo del sistema immunitario e aumentando le difese contro le infezioni.

A partire dal quarto mese di vita, se il bambino mostra curiosità, si possono cominciare a introdurre nuovi alimenti (inizialmente pera o mela, più digeribili) e, via via, integrare con nuovi sapori che andranno a sostituire le poppate principali.

Intorno all’età di 6 mesi il latte materno necessita di essere integrato con alimenti solidi. In questa fase, comunque, il latte rappresenta ancora il 25% del fabbisogno calorico giornaliero, grazie agli anticorpi in esso contenute che aiutano lo sviluppo del sistema nervoso e la maturazione degli organi in crescita del neonato.

Anche dopo l’anno di vita, quando ormai il bambino mangia un po’di tutto, il latte continua a essere una fonte preziosa di anticorpi. Ecco perché l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) raccomanda di allattare il piccolo in via non esclusiva fino a 1-2 anni di età, compatibilmente con le esigenze della mamma.

Oltre a capire qual è l’età giusta per interrompere l’allattamento molte neo mamme si chiedono come farlo. Quando arriva il momento di smettere di allattare è consigliabile cercare di farlo gradualmente, in un arco di tempo di 2-3 settimane. Per abituare il bambino a ricevere meno latte e abituare il vostro organismo a produrne in quantità sempre minori fino alla sua scomparsa vi basterà togliere una poppata ogni giorno o due, lasciando come ultima poppata da togliere quella del mattino.

Il bambino durante i primi giorni potrebbe soffrire questo distacco. Il seno materno, infatti, rappresenta un rifugio sicuro e un sonnifero ideale durante i risvegli notturni. Purtroppo non si può evitare il suo disagio iniziale. Cercate di metterlo a proprio agio e distrarlo facendolo giocare, portandolo a spasso o leggendogli una fiaba.

Un discorso a parte può essere fatto per le mamme che devono rientrare a lavoro già dopo pochi mesi di vita del bambino e che possono quindi decidere di smettere di allattare precocemente.

È utile ricordare che le mamme che necessitano di tornare alla loro professione possono togliersi il latte nei mesi precedenti, congelarlo e lasciarlo poi a chi si occuperà del bambino in loro assenza.

Una volta che il piccolo sarà un po’ più grandicello vi basterà eliminare le poppate notturne e lasciare la poppata della mattina e quella della sera, quando il rientro a casa della mamma può rappresentare un dolce momento da condividere dopo una giornata di distacco. E andare gradualmente a diminuire l’assunzione di latte materno fino alla sua eliminazione.