L’inverno è il periodo ideale per concedersi dei weekend in montagna, ma se siamo in compagnia di neonati è opportuno prendere delle precauzioni.

In alta quota la notevole riduzione di ossigeno e la facilità di disidratazione del bambino sono fattori di rischio notevoli che sottopongono il suo fisico a uno stress eccessivo, per questo è opportuno sapere fino a qualche altitudine spingersi evitando pericoli.

La letteratura scientifica internazionale sconsiglia vivamente di superare i 2.000 metri di quota nel primo anno di vita. Questo vale soprattutto per i neonati che vivono in città o comunque in pianura; mentre il discorso cambia se si tratta di un bambino che vive già in quota, perché la mamma ha vissuto tutto il periodo della gravidanza a questa altitudine e di conseguenza il piccolo è più abituato rispetto a chi vive al livello del mare.

In particolare nei lattanti, a prescindere dalla temperatura più rigida, l’alta quota determina irritabilità, inappetenza e disturbi del sonno, per questo è necessario stare sotto i 2.000 metri.

È importante evitare salite o discese brusche. Procedere per gradi è il modo migliore per permettere al piccolo di adattarsi al clima e all’aria più rarefatta e scongiurare eventuali problemi di compensazione della pressione fra l’orecchio medio e l’esterno, con conseguente trauma – borotrauma – sul timpano. Per i più piccoli, l’allattamento materno o succhiare il ciuccio o il biberon con del latte aiuta a proteggere l’orecchio da questi fastidi.

Una volta arrivati in quota il neonato può fare fin da subito la conoscenza con la neve. Fino ai due anni di età cercate però di limitare i contatti con brevi passeggiate, facendo attenzione a non uscire nelle ore più fredde della giornata (la mattina presto e la sera quando cala il sole).

Ricordatevi di coprire il bambino a sufficienza per poter sostenere le temperature più rigide della montagna. I neonati infatti sono soggetti a maggior rischio di ipotermia, quindi è opportuno dotarli di un equipaggiamento adatto al freddo e alla neve. Una buona tuta da neve impermeabile con cappuccio garantirà una temperatura corporea adeguata. Quando siete all’esterno fate sempre indossare al piccolo un paio di occhiali da sole e un cappellino e abbiate cura di proteggere bene anche il viso con una crema solare a protezione totale e uno stick per le labbra, perché la neve riverbera i raggi ultravioletti potenzialmente dannosi per la pelle del piccolo.

Prima di partire per la montagna è comunque necessario ascoltare il parere del vostro pediatra che conosce bene il bambino e vi potrà consigliare in maniera puntale e precisa in base alle caratteristiche fisiche del piccolo.

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