In generale, i bambini cominciano a dire le loro primissime parole intorno al primo compleanno per poi aumentare il proprio vocabolario in maniera sempre più veloce. Le fasi dell’apprendimento della lingua, comunque, possono risultare molto diverse da bambino a bambino: ciascuno segue un percorso indipendente che lo può portare a parlare prima o dopo rispetto ai suoi coetanei e tutto ciò non ha niente a che fare con la volontà del bimbo o con la sua intelligenza. Quindi, la prima cosa che i genitori devono imparare è rispettare i tempi del loro bambino ed avere pazienza.

In ogni caso, aiutarli in questo processo molto faticoso è estremamente utile, soprattutto se nel farlo si utilizzano dei giochi divertenti capaci di rafforzare il legame bimbo-genitori.

Un primo modo molto semplice per stimolare la curiosità dei più piccoli è la lettura. Leggere insieme delle storie illustrate può spingere il bambino a imparare qualche vocabolo nuovo e lo aiuta nell’ascolto della pronuncia. Infatti, quando leggiamo, sillabiamo meglio le parole e teniamo un ritmo più lento.

Un secondo gioco consiste nell’allestire uno spettacolo familiare in cui il piccolo protagonista dovrà recitare delle battute, delle filastrocche o una canzoncina. In questo modo il bambino dovrà ripetere più volte la parte per impararla e ne capirà meglio il significato e la fonetica.

Un altro utile espediente per invitarlo a parlare è registrare qualche video – anche sul cellulare – dove il piccolo deve fare, ad esempio, dei saluti alla nonna o raccontarle la sua giornata.

Adesso qualche raccomandazione.

Non si deve mai usare il “bambinese”. Parlando in questo modo non si stimola la sua pronuncia corretta e il vocabolario non aumenta: tutti gli adulti devono sforzarsi per parlare chiaramente e ad usare il nome giusto per tutte le cose, incoraggiandolo l’espressione verbale utilizzando, ad esempio, domande doppie (“Vuoi il pupazzo o il trenino?”).

Infine, non è affatto consigliabile la correzione esplicita delle parole che potrebbe generare insicurezze e timori. La miglior tattica è sempre dare il buon esempio.