nidoIl momento dell’asilo nido è cruciale e al contempo delicatissimo per tanti genitori. Abbiamo chiesto qualche consiglio a Malacka Ahmed, titolare e pedagodista dell’Asilo Papaveri e Papere di MIlano.

Come preparare psicologicamente il nostro bimbo/a all’ingresso all’asilo nido?
I piccoli, dalla loro, hanno il dono dell’incoscienza e della curiosità. Le novità li stuzzicano e nelle avventure ci si tuffano a capofitto. Affrontate questo momento con ottimisto, partendo dal presupposto che “i bambini hanno bisogno di nuove sfide per crescere, altrimenti si annoiano!”. Più siamo titubanti e incerti noi grandi e più creeremo ansie e timori nei piccoli.

E allora come fare?
Non basta dire ai propri figli: “dai, che bello, inizia la scuola!”. Bisogna esserne convinti in prima persona. Loro capiscono se è solo una frase proforma o se è dettata dal cuore. Sentono perfettamente se noi siamo sereni o no. E si comportano di conseguenza. Il compito dei genitori è quello di preparare loro una base sicura da cui partire. I genitori devono confidare nelle risorse e nelle capacità del proprio pargolo. Il piccolo ha le risorse per far fronte all’assenza della mamma, anzi ha bisogno di sperimentarla, perché solo così riuscirà a introiettare la certezza che la mamma c’è anche quando non si vede.

Quali sono le classiche difficoltà riscontrate i primi tempi e come aiutare il bimbo a superarle?
La difficoltà maggiore nel primo periodo è avere una certa resistenza verso una situazione che non conosce. La parte più difficile per il bambino è affrontare il primo distacco dalla mamma e dal nucleo famigliare. Quindi nel periodo iniziale i genitori devo essere molto positivi nei confronti del nido e delle educatrici. Attenzione alle vostre emozioni perché i bambini sanno leggere le vostre emozioni dal volto. Non abbiate fretta di proseguire con l’ambientamento e date il giusto tempo al bambino di abituarsi alla nuova situazione. Quando lo salutate fategli capire che tornerete presto. Ripetetegli sempre che la mamma torna sempre e permettetegli di portare con sé il gioco del cuore.

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