La giornalista Laura Avalle, direttrice del magazine “Sono in salute” e mamma di Deva, 19 mesi, si racconta.

Ci racconti che emozioni hai provato quando hai scoperto di essere incinta?
«Un’emozione indescrivibile. Credo non ci sia niente al mondo di più forte e intenso. Mi sono seduta, ho guardato più e più volte quel test di gravidanza che non lasciava spazio a dubbi, il cuore a mille. Che miracolo straordinario la vita!».

Sei una mamma e una donna in carriera; quali sono i tuoi segreti per riuscire a fare tutto?
«Si chiama Davide Sordella ed è mio marito. È un padre premuroso e amorevole e senza il suo aiuto e il suo sostegno incondizionato non riuscirei a fare tutto quello che faccio».

A chi chiedi aiuto quando senti di non farcela da sola?
«Non mi sono ancora mai trovata in queste condizioni, perché l’organizzazione familiare, fino ad ora, ha sempre funzionato alla perfezione. E quando io e Davide vogliamo prenderci una pausa tutta per noi, che sia una cena romantica o un tranquillo weekend, possiamo contare sull’aiuto delle nonne».

Un consiglio che daresti a una mamma che, come te, lavora per non soccombere?
«La famiglia è importantissima, ma non annullatevi. Nel limite del possibile, cercate di mantenere la vostra identità. Se avete un lavoro che vi appaga, non trascuratelo. Idem gli amici, la vostra sfera sociale. Un figlio vi cambia la vita, certo, ma in meglio. Non toglie nulla, ma aggiunge»

Quali sono le attività che ti aiutano ad allontanare lo stress?
«La palestra, guardare un film con mio marito (dopo aver messo a letto nostra figlia), un buon libro, scrivere».

Una coccola beauty che ti concedi quando vuoi sentirti bellissima.
«Per quello ci pensa la mia adorata amica Dvora Ancona, medico estetico con studio a Milano».

Una tua giornata tipo?
«La mattina porto Deva all’asilo nido, poi lavoro al giornale e la sera si cena tutti insieme con mio marito. Questa è la mia giornata ideale, ma non sempre è possibile, perché il lavoro mi porta a viaggiare tanto».

La prima volta che hai lasciato la tua bimba a casa per andare al lavoro come ti sei sentita?
«Non l’ho vissuto come un trauma o, peggio ancora, come una colpa. È stato normale e naturale insieme. Forse è il vantaggio di essere diventata mamma a 39 anni, con una consapevolezza e una maturità diversa rispetto a quando sei più giovane».

Noi donne spesso vorremmo essere perfette in ogni sfera di vita; come superare questa visione, che a volte ci rende prigioniere di noi stesse?
«Ho imparato a infischiarmene di quello che pensano gli altri da tanto tempo. Cerco di fare del mio meglio, ma non aspiro alla perfezione. In fondo nessuno di noi è perfetto e menomale, se no sai che noia!».

Il tuo motto di vita?
«Vivi come se dovessi morire domani e pensa come se non dovessi morire mai».

Come ti sei rimessa in forma fisica dopo parto e allattamento?
«Merito del Pilates e delle lunghe camminate. Ma, più di tutto, sono una che non si ferma mai».