Lo svezzamento è un momento molto importante nella vita del neonato, perché gli consente di sperimentare nuovi sapori, colori e consistenze degli alimenti. Solitamente si inizia intorno al 4°-5° mese, ma le fasi di svezzamento non sono uguali per tutti i bambini: per questo è sempre consigliabile consultare il proprio pediatra e stabilire insieme qual è il momento migliore per cominciare.

Nella prima fase dello svezzamento, l’alimentazione del neonato – fino a quel momento a base esclusivamente di latte – deve essere gradualmente integrata con pappe di cereali vari, come riso e semolino. Intorno ai 6 mesi si può iniziare ad inserire anche il glutine, e quindi le pastine. Lo svezzamento prosegue, sempre dietro consiglio del proprio pediatra, inserendo nella dieta del bambino omogeneizzati di frutta (o frutta grattugiata) e passatini di verdure.

Per i neonati ancora allattati al seno, si può inoltre iniziare ad inserire già dal 6° mese alimenti ricchi di proteine, come ad esempio omogeneizzati di carne e pesce, compensando in questo modo la graduale perdita di nutrienti del latte materno. Per i neonati alimentati con latte artificiale si può invece posticipare l’introduzione di cibi ricchi di proteine agli 8-9 mesi.

Durante lo svezzamento ci sono inoltre alcuni alimenti da evitare. Ad esempio, in questa fase il bambino non dovrebbe assaggiare cibi piccanti o salati, cibi eccitanti come la cioccolata e il caffè, merendine. Anche bevande zuccherate come tisane, tè e camomilla non dovrebbero essere introdotte nella dieta del bambino prima dei 6 mesi: lo zucchero contenuto in queste bevande può togliergli appetito e di conseguenza alterare la sua alimentazione.

In ogni caso, durante lo svezzamento è importante rispettare i tempi del bambino e non avere fretta di fargli sperimentare nuovi sapori: il vostro pediatra saprà consigliarvi i tempi e i modi più appropriati per vivere serenamente il momento della prima pappa.

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