vitamina dQuando si parla di vitamina D ci si riferisce a una vitamina liposolubile, che ha come prima funzione quella di fissare il calcio nelle ossa.

Come ricordano gli esperti di AIRC (Associazione Italiana Ricerca Cancro), “un terzo del fabbisogno giornaliero di vitamina D proviene dall’alimentazione. I cibi in cui se ne trova di più – oltre a quelli che ne sono arricchiti a livello industriale, come molti cereali per la prima colazione – sono i pesci grassi (come salmone, sgombro e aringa), il tuorlo d’uovo e il fegato. Tutto il resto si forma nella pelle a partire da un grasso simile al colesterolo che viene trasformato per effetto dell’esposizione ai raggi UVB. Una volta prodotta nella cute o assorbita a livello intestinale, la vitamina D passa nel sangue. Qui una proteina specifica la trasporta fino al fegato e al rene, dove viene attivata”.

Perché è tanto importante per neonati e bambini?
Semplice: protagonista del metabolismo del calcio, ossia del minerale che ritroviamo nelle ossa e che collabora al loro corretto sviluppo, la vitamina D ha un ruolo importante non soltanto nel processo di mineralizzazione dell’osso, ma serve anche al funzionamento del sistema muscolare.